Alcuni dei servizi di appuntamenti più popolari potrebbero violare il GDPR o altre leggi sulla privacy.
Da uno studio condotto dal Norwegian Consumer Council emerge che all’insaputa dei loro utenti, diverse app di appuntamenti popolari tra cui Tinder, OkCupid e Grindr, condividono dati personali dettagliati dei propri iscritti con terze parti a fini pubblicitari.
Tra le tante informazioni spiccano posizione, età, genere e, in alcuni casi, orientamento sessuale, dipendenze e opinioni religiose e politiche. Il gruppo di consumatori asserisce che alcune modalità di raccolta delle informazioni hanno violato il regolamento generale sulla protezione dei dati dell’Unione europea (GDPR). Lo studio ha esaminato un totale di 10 app, tra cui alcune popolari volte ad un pubblico femminile come Clue e MyDays.
Tutte le app sono state registrate mentre trasmettevano i dati dell’utente ad almeno 135 diverse terze parti. La combinazione dell’ID pubblicità di Android, che è stato trasferito a 70 o più terze parti, e vari altri identificatori tracciabili hanno consentito di stilare un profilo abbastanza completo dei singoli fruitori.
L’accaduto non è purtroppo un caso isolato, due anni fa infatti Grindr fece trapelare lo stato di positività o negatività all’HIV dei suoi utenti a società terze mentre Tinder fornì le posizioni dei propri iscritti ad altri con un margine di errore di circa 30 metri. In questo nuovo studio si aggiunge anche OkCupid, colta a condividere dati altamente personali come orientamento sessuale, opinioni politiche e dipendenza.
Lo studio rivela anche una serie di aspetti che gli utenti di solito trascurano. Durante il download di Tinder o OkCupid, infatti, si autorizzano tali applicazioni ad operare in base alle loro preferenze con la semplice adesione al servizio. Un controllo più attento della politica sulla privacy di entrambe le app però rivela che sono autorizzate a condividere informazioni personali degli utenti con terze parti, ma senza specificare quali siano i destinatari.
Inoltre, entrambe le piattaforme si riservano il diritto di condividere i dati con le altre società facenti parte dello stesso gruppo, così che utilizzando Tinder o qualsiasi altra delle oltre 45 attività di Match Group legate agli appuntamenti potrebbero aver avuto accesso ai dati personali dell’utente, anche se quest’ultimo non vi si sia mai registrato. Prendere visione dell’informativa sulla privacy di ogni servizio che si utilizza è l’unico modo per venire a conoscenza di tali informazioni.
E questo è proprio il nocciolo della questione. Secondo la ricerca, i modi in cui i consumatori vengono informati (o meno) su come vengono gestiti i loro dati e sul trattamento dei dati stessi possono violare il GDPR o altre leggi sulla privacy che sono progettate per salvaguardare la loro privacy. La privacy online è diventata un argomento cruciale negli ultimi anni e i consumatori europei stanno diventando sempre più consapevoli dei loro diritti. Ciò significa che è più probabile che pongano maggiore attenzione rispetto al consenso sul trattamento dei dati e a chi lo concedono.




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