La nascita di Libra, la criptovaluta targata Facebok, ha messo in allerta tutti gli addetti ai lavori inclusi gli esponenti italiani delle blockchain.
Il presidente dell’Associazione Italiana delle Blockchain, Giuliano Pierucci, ha infatti commentato sulle pagine di Adnkronos che Libra “dimostra la valenza strategica della tecnologia della catena dei blocchi e da quello che abbiamo studiato del progetto, ci saranno transazioni fra persone individuate e tracciate e questo è un aspetto cruciale” e aggiunge che “un altro aspetto importante della criptovaluta Libra è la regolamentazione, l’inclusione e la garanzia dell’uso della tecnologia che, da un ambito centralizzato, migrerà verso una decentralizzazione”. Sottolinea inoltre come “Ritengo questa strategia coerente, è un progetto maturo” anche se “saranno necessarie soluzioni regolatorie che garantiscano ovviamente la tutela dei consumatori, l’antiriciclaggio e la gestione certa e corretta delle identità delle persone che operano con questa criptovaluta e dei loro dati”.
L’indicazione dell’Associazione è che Libra è “una criptovaluta, costruita su una blockchain appositamente realizzata, che ha l’ambizione di rendere semplice – come mandare un messaggio o una foto – l’invio e la ricezione di pagamenti, trasferire o custodire valore” e considera come “molto significativo” che i giganti delle transazioni tradizionali come Visa, MasterCard, Paypal, Uber o e-Bay “abbiano fortemente voluto caratterizzare questa iniziativa come appartenente al mondo crypto, riconoscendo così un grande valore alle tecnologie blockchain e indicando, fin dalle prime ‘righe’ del progetto, l’intenzione di aprirlo il più possibile ed a tutti i livelli”.
Inoltre vedono come “notevolmente apprezzabile che i promotori abbiano affrontato, da subito, direttamente tutti i temi caldi che chi opera nel settore delle blockchain e dei crypto-assets ben conosce”. Primo fra tutti il problema della volatilità per cui il Presidente dell’Abie spiega come “il progetto finanziario di Libra punta ad avere stabilità” mentre “oggi le criptovalute in circolazione abbiano invece difficoltà ad essere usate come strumento di scambio proprio per la loro eccessiva volatilità”. Di contro “Se invece abbiamo una criptovaluta a bassa volatilità, direi stabile, ciò consentirà di avere scambi nell’economia reale” sottolinea Pierucci il cui obbiettivo è promuovere lo sviluppo di servizi e tecnologie basate su blockchain per tutto il Mane in Italy inclusi i settori della Sanità, dell’Immobiliare, dell’Identità digitale, del Crowdfunding e della Privacy.
L’obiettivo di Libra è infatti “essere una stablecoin dalla struttura finanziaria complessa che permette alla moneta di conservare il valore nel tempo e a livello mondiale” dove “emerge chiaramente l’auspicata intenzione di affrontare i temi del difficile rapporto con i regolatori dei diversi Stati e della tutela dei diritti delle persone che, a vario titolo, entrano in gioco in un processo di pagamento o di scambio di moneta”.
Sempre da Adnkronos, per l’Abie “la percezione che emerge forte dallo studio effettuato sui vari ambiti di Libra, – dalle ‘mosse’ finora fatte dalla Libra Association e dalle reazioni internazionali dei diversi player settoriali – è quella di un ‘cambio di passo’ forte nel percorso che vede la tecnologia blockchain come uno strumento fondamentale nel processo di cambiamento dei modelli finanziari, economici e sociali”.
Pierucci conferma che, “passata l’attenzione mediatica, Abie, come gli altri attori del settore, continuerà ad osservare con estrema attenzione le evoluzioni di Libra”. Lanciando uno sguardo al futuro conclude che “considerata la potenzialità dei nuovi mercati aperti da una diffusione di massa di una criptovaluta” come nel caso di Libra, secondo l’Associazione Blockchain Imprese ed Enti “emerge che le innegabili risorse, aggiuntive a quelle già importanti che il mondo crypto ha saputo attirare, saranno un sicuro acceleratore per la diffusione della blockchain e delle tecnologie collegate”.




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