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Home  /  Comunicazioni  /  Gli italiani e la tecnologia: un connubio sempre più forte, almeno in teoria

Gli italiani e la tecnologia: un connubio sempre più forte, almeno in teoria

I cittadini italiani sono estremamente interessati alla tecnologia e al suo sviluppo, con oltre il 62% della popolazione che la utilizza quotidianamente e ne riconosce le importanti potenzialità grazie alle quali il beneficio che ne trarrebbero molti e diversi settori, sarebbe notevole.

Un bella visione che non trova riscontro nella pratica, dato che solamente il 30% degli italiani si sottoporrebbe a un intervento chirurgico importante effettuato da un robot.

Ben oltre la metà del campione intervistato, nello specifico il 60%, sostiene che le aziende e le istituzioni governative dovrebbere aiutare i consumatori a comprendere maggiormente i benefici che otterrebbero dalla tecnologia.

Lo studio è stato commissionato da VMware, azienda tra i leader globali dell’innovazione nel settore del software per il business, a YouGov che ha interessato 1030 soggetti dal 3 all’8 maggio e presenta gli utenti italiani consci nel 72% dei casi che le azioni quotidiane vengono influenzate concretamente dalle nuove tecnologie.

Grazie alla tecnologia è migliorata l’esperienza come consumatori verso aziende private, istituti bancari, sistema sanitario, ecommerce per il 67% del campione, il 53% percepisce un aumento della qualità della propria vita grazie alla possibilità di lavorare dai luoghi preferiti e il 48% ha maggiore tempo libero grazie allo snellimento di attività di ordinaria amministrazione. Una percentuale estremamente alta (85%) guarda alla tecnologia come un aiuto indispensabile a supporto della cura delle persone anziane e che vivono da sole.

Anche i problemi ambientali e i relativi cambiamenti climatici, possono essere aiutati dalla tecnologia per il 56%.

Un grande punto interrogativo per il 62% degli italiani che hanno aderito allo studio riguarda i dati personali e il loro utilizzo, non trovando chiaro chi esattamente ha accesso a cosa.

Mentre si evince una proprensione a consentire al proprio medico l’accesso ai dati riguardanti la propria salute, sono assolutamente restii a far conoscere agli istituti bancari le proprie abitudini finanziarie come viaggi, spostamenti, spesa, anche se questo dovesse garantire loro una maggiore gestione delle proprie finanze.

Sono anche consapevoli di non avere le idee chiarissime su Intelligenza artificiale, blockchain e l’Internet delle Cose (IoT). In molti, ad esempio, si riferiscono all’intelligenza artificiale come “robot” quindi una macchina che esegue comandi impartiti e non una componente integrata nei servizi capace di renderli migliori grazie a una strabiliante capacità di calcolo.

Proprio grazie a questa consapevolezza “i consumatori si rivolgono alle aziende e al settore pubblico perché assumano un ruolo di guida nell’educarli in modo da accrescere la fiducia e l’adozione delle nuove tecnologie. Le aziende e i governi devono quindi offrire al grande pubblico maggiori informazioni sui vantaggi e sulle sfide che le nuove tecnologie presentano, in modo che possano imparare e adattarsi ai nuovi ruoli che queste abiliteranno”, come sottolinea il Chief Technology Officer, EMEA di Vmware, Joe Baguley il quale aggiunge che “Le aziende e i governi devono cooperare per colmare questa carenza di conoscenze e agire di conseguenza. È fondamentale operare in modo coordinato, insieme alle università, per educare in modo più efficace il pubblico sui potenziali benefici della tecnologia, così che sia le generazioni attuali sia quelle future siano preparate e possano migliorare l’immagine del Paese dal punto di vista dell’eccellenza tecnologica”.

Prosegue poi spiegando come “La sfida per le aziende e i governi è offrire un’innovazione che si dimostri capace di differenziare i servizi, entusiasmare i clienti e accrescere il vantaggio competitivo. Tuttavia, questo può essere ottenuto solo attraverso un fondamento digitale che sostenga le applicazioni e i servizi, e che consenta di realizzare esperienze capaci di trasformare il mondo”.

Il Country Manager di VMware Italia, Raffaele Gigantino, commenta come “Nell’era della tecnologia digitale, per le aziende emergono nuove opportunità di guidare l’innovazione e incidere positivamente sulla nostra vita quotidiana. C’è ancora spazio però per promuovere una maggiore educazione che alimenti la fiducia verso un ulteriore livello di innovazione e di adozione della tecnologia, e i consumatori hanno compreso quale possa essere il ruolo delle aziende e del settore pubblico nel guidare questo cambiamento. Le aziende, quindi, devono cogliere l’attimo – abbracciando le tecnologie emergenti per offrire servizi nuovi e differenziati in modo da soddisfare i propri clienti. Per fare questo, le aziende e il settore pubblico dovranno collaborare ancora più strettamente, in modo da cogliere le nuove opportunità che il futuro del lavoro alimentato dalla tecnologia offrirà a tutti noi”.

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