Si è tenuta a Boston la prima conferenza internazionale di Amazon Web Services, la ‘Re:Inforce’ e dove il Chief Information Security Officer dell’Azienda, Stephen Schmidt, ha lanciato l’allerta sulla sicurezza dei dispositivi sempre più interconnessi. Entro il 2025 sarà infatti di “circa 75 miliardi di dispositivi, per un mercato di 11 trilioni di dollari. Molti di questi dispositivi sono IoT, per cui andrà garantita la loro sicurezza come mai è stato fatto fino a oggi”.
Sono iniziati così i due giorni dell’evento a cui partecipano gli addetti ai lavori delle aziende più affermate nella cybersecurity e nel Cloud prendendo parte a convegni e presentazioni.
Schmidt ha anche aggiunto che “tutti sono coinvolti nel garantire la sicurezza dei dispositivi e dei dati. Dobbiamo mettere in conto che non è più una questione che riguarda solo gli addetti al settore. Interessa anche gli sviluppatori e tutti dobbiamo lavorare per garantirla”.
Il fulcro di questa sicurezza secondo l’azienda leader nel settore tecnologico è l”automazione‘, che prevede un coinvolgimento umano durante le attività di controllo sempre minore riducendo di conseguenza operazioni manuali piuttosto che appunti cartacei.
Questa visione non riguarda solamente l’area virtuale ma anche realtà come il riciclaggio di denaro. A tal proposito Schmidt ha commentato che “Oggi c’è molta frammentazione ma l’applicazione di soluzioni Cloud può portare a un sistema unico che monitora le attività e traccia le anomalie. In questo modo possono essere eliminati numerosi passaggi e in futuro le minacce e i comportamenti illegali potranno essere scoperti in automatico da un sistema che si attiva da solo e interviene” portando a sostegno della sua tesi l’azienda USA Celgene che osserva gli effetti delle droghe su chi le assume dove “Oggi, grazie all’automazione e la potenza offerte dal Cloud, bastano 4 ore per sviluppare un modello che prima richiedeva almeno 2 mesi di lavoro”.




Lascia un commento