La tecnologia permette all’uomo di fare costantemente passi da gigante in ogni campo, ma quando viene impiegata come strumento di controllo e per giunta invasivo può dare adito a titubanze e scatenare forte disappunto.
È il caso della Cina che ha deciso di provare uno strumento in grado di valutare in tempo reale il livello di attenzione di un soggetto. A far discutere però è la scelta del tipo di dispositivo utilizzato e i soggetti del test: un anello intorno alla testa di bambini di scuola elementare.
Il dispositivo nasce come aiuto agli insegnanti per correggere i propri metodi qualora notino un calo di concentrazione negli studenti, in questo modo infatti è possibile valutare costantemente il proprio operato riportando all’occorrenza l’attenzione della classe a standard accettabili oltre a individuare quei soggetti che necessitano di maggior aiuto. L’immagine divulgata in rete dei bimbi intenti ad ascoltare la lezione con indosso il dispositivo e diventata immediatamente virale, da però l’impressione di essere per lo più un modo per valutare proprio le giovani menti e ha scatenato reazioni come “Per svegliare uno studente che dorme possiamo usare l’elettroshock” o anche “Sembra una scena dell’orrore”.
I sensori presenti nella fascia sono infatti programmati per registrare ed elaborare le onde celebrali in tempo reale così da segnalare all’insegnante il livello di concentrazione di ogni singolo studente durante la lezione.
Purtroppo la Cina è stata già diverse volte al centro dell’attenzione pubblica per questo tipo di innovazioni, che vengono adottate con facilità probabilmente per la mancanza di una radicata cultura della privacy, diversamente dall’Europa o dagli Stati Uniti, e a causa dell’educazione molto rigorosa e legata alla tradizione e alla memoria imposta ai più giovani.
La tecnologia è prodotta in America dall’azienda BrainCo in collaborazione con l’università di Harvard, ma nasce da due dottori di ricerca cinesi Bicheng Han e Sunny Guo che hanno trovato finanziamenti e mercato nella loro terra d’origine.
La stessa società ha testato il dispositivo per tre settimane su soggetti dai 10 ai 17 anni a inizio del 2019 in quanto, secondo i fondatori, l’utilizzo avrebbe affinato i risultati, pur non ottenendo poi i riscontri sperati.
A febbraio inoltre un’altra scuola elementare della provincia dello Zhejiang ha voluto sperimentare il cerchietto celebrale, mentre lo scorso anno una scuola media ha adottato un “sistema intelligente di gestione del comportamento in classe” alimentato da telecamere che svolgono la stessa attività del cerchio, ma analizzando le espressioni facciali.
Uno dei bambini intervistati dal China Morning Post aveva dichiarato che “Da quando la scuola ha introdotto queste telecamere è come se avessi un paio di occhi misteriosi che mi guardano sempre. E non oso lasciar vagare la mia mente”.




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