La generazione dei Millenials è quella che più di tutte le altre ha subito il fascino della costante interconnessione e, di conseguenza, anche gli effetti negativi.
I nati fra il 1980 e il 1990 infatti passano talmente tanto tempo sui social network e sulle applicazioni di messaggistica istantanea che addirittura nelle ore dedicate al sonno, rispondono a messaggi e notifiche senza esserne, in alcuni casi, consapevoli e non ricordando quanto scritto.
Ad evidenziarlo uno studio pubblicato sulla rivista Journal of American College Health effettuato oltreoceano su 372 ragazzi dalla Villanova University. Elizabeth B.Dowdell, autrice dello studio, ha poi commentato “La maggior parte non aveva memoria del fatto di aver inviato messaggi o del loro contenuto – il fatto di non ricordare non è sorprendente, poiché la ricerca sul sonno ha scoperto che le persone che si svegliano dopo aver dormito per più di qualche minuto non sono in grado di ricordare i minuti prima di addormentarsi”.
Tra i ragazzi intervistati, il 25,6% ha confermato di aver inviato messaggi nel sonno e il 72% non aveva memoria dell’interazione notturna. Questa interruzione del sonno influisce sulla qualità del riposo che, se non sufficiente o regolare, può avere ripercussioni sulle attività scolastiche e soprattutto generare un significativo squilibrio emotivo oltre ad affaticamento e difficoltà di concentrazione.
Sotto accusa non sono solo gli smartphone, ma tutti i dispositivi come laptop, tablet ed e-reader. Calcolando le ore di sonno effettuate nel corso della settimana e messe a confronto con quelle del week end, è emerso che gli studenti che in camera da letto portano con se quattro o più dispositivi tecnologici, hanno dormito sensibilmente meno di quelli che ne avevano tre o meno.
ESET Italia a fronte di questi dati, non può che consigliare una maggiore attenzione al tempo trascorso sui dispositivi, magari configurandoli in modo da segnalarne l’eccessivo utilizzo, con maggiore riguardo per i ragazzi ancora in età scolare.




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