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Il lato oscuro di Internet

Da uno studio condotto dal gruppo Pompidou su utenti Europei e Statunitensi è emerso che la dipendenza da Internet ha raggiunto livelli estremamente preoccupanti.

La ricerca richiesta dal Consiglio d’Europa, che tra le sue attività comprende l’elaborare politiche antidroga rispettando i diritti umani, ha evidenziato che questa dipendenza interessi tra l’1,5% e l’8,2% del totale degli internauti e come indicato dal vice segretario esecutivo del gruppo, Thomas Kattau, “Che si tratti di trascorrere ore a giocare, a scommettere, a utilizzare applicazioni o navigare, tutti i dati raccolti dalla comunità medica confermano che l’assuefazione a Internet si è trasformata in un vero problema ed è una patologia” “Ma quello che sta anche emergendo è che dato che sono stati messi in moto tutta una serie di tecniche per tenere la gente online il più a lungo possibile, c’è chi per continuare a giocare, chattare, navigare per ore e ore assume anfetamine” e sottolinea come “Si sta quindi creando un ponte tra due tipi di assuefazione che si rafforzano a vicenda, quella all’uso eccessivo delle tecnologie di comunicazione e all’uso di cocaina e altre droghe che hanno effetti simili”.

“Gli Stati sono in generale coscienti dell’esistenza del problema dell’assuefazione a Internet, ma alcuni sono restii a riconoscere che sia una malattia a causa degli elevati costi che questo produrrebbe” conclude il funzionario.

Il programma del gruppo Pompidou prevede per i prossimi anni di trovare rimedi al problema collaborando, tra le altre cose, con i big della Rete per verificare come apporre dei limiti temporali di utilizzo soprattutto per quelle attività spesso legate all’assunzione di droghe.

Un altro studio effettuato su 143 studenti tra i 18 e i 22 anni perlopiù donne, condotto dall’Università della Pennsylvania, evidenzia come passare troppo tempo sui social network faccia emergere stati depressivi. Lo studio è stato effettuato analizzando l’uso delle i tre piattaforme più utilizzate ovvero Facebook, Instagram e Snapchat chiedendo a tutti i partecipanti quanto tempo vi trascorressero abitualmente e di valutare il proprio stato d’animo percepito. Successivamente a un numero ristretto di partecipanti, scelti a caso, è stato chiesto di ridurre a un massimo di 30 minuti l’utilizzo delle stesse, divisi in 10 minuti ciascuna.

Lo studio è durato tre settimane, passate le quali i due gruppi sono stati messi a confronto ed è emerso che rispetto a chi non aveva modificato le proprie abitudini, lo stato emotivo è sensibilmente migliorato.

Come spiegato dalla docente del dipartimento di Psicologia Melissa Hunt “Sembra incredibile, ma usare meno i social media porta a una riduzione significativa di depressione e solitudine“.”Gli effetti sono ancor più evidenti per chi riportava un malessere più profondo all’inizio dell’esperimento”.

“La letteratura presente suggerisce che online avviene un forte confronto tra le persone. Quando si osserva la vita degli altri attraverso i loro post, è facile concludere che tutti abbiano una vita migliore della nostra” continua Hunt.  Sui social network infatti si tende a pubblicare esclusivamente momenti felici e che testimonino il proprio successo dando così un’immagine distorta della realtà e di conseguenza della percezione di chi ci segue.

Tali piattaforme continueranno a essere utilizzate, ma lo studio fornisce gli strumenti a tutti gli utenti su come cambiare le proprie abitudini per subire meno gli effetti negativi delle piattaforme social, godere appieno del lato ludico e dell’interconnessione che offrono e soprattutto riscoprire il contatto umano reale a dispetto di quello virtuale.

Secondo la Hunt infatti “Quando non si è troppo occupati a conquistare approvazione sui social si dedica effettivamente il proprio tempo alle attività che ci fanno stare meglio e ci restituiscono un’immagine positiva della nostra vita” e “Poiché queste piattaforme sono destinate a durare, è importante che la società trovi un modo per sfruttarle limitando gli effetti collaterali”.

Per la ricercatrice inoltre la soluzione per combattere tali stati depressivi è una sola , ovvero “mettere giù lo smartphone e stare con le persone che amiamo”.

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