Oggi pubblichiamo i dettagli su un’importante collaborazione tra la Polizia Postale e Unieuro nella lotta al cyberbullismo, riprendendo integralmente l’articolo dal sito ufficiale www.commissariatodips.it.
È ripartito dall’Auditorium Parco della Musica di Roma il nuovo progetto di sensibilizzazione sul tema del cyberbullismo e dell’uso consapevole e responsabile di internet, alla presenza del Capo della Polizia – Direttore Generale della Pubblica Sicurezza, Franco Gabrielli.
La Polizia di Stato scende in campo insieme a Unieuro per l’avvio di #cuoriconnessi2, con un solo grande scopo: realizzare una campagna di prevenzione itinerante sul territorio nazionale rivolta agli adolescenti.
Sono stati 1200 gli studenti romani delle scuole secondarie di secondo grado protagonisti della mattinata insieme ad insegnanti, genitori e professionisti del mondo della scuola.
L’iniziativa, che ha già coinvolto oltre 30 mila studenti nelle passate edizioni, si integra con i numerosi progetti di sensibilizzazione e prevenzione della Polizia Postale e delle Comunicazioni e prevede, oltre ai momenti di interazione con i ragazzi, la visione del nuovo docufilm basato su fatti realmente accaduti, dal titolo “la stagione ritrovata”.
Si è dialogato con i ragazzi in platea cercando di fornire loro consigli utili per un uso corretto della tecnologia, al fine di sensibilizzare e prevenire episodi di cyberbullismo.
Messaggi, immagini e video caricati in rete, si diffondono in maniera incontrollata e restano presenti nel web per sempre, creando problematiche che in alcuni casi possono avere risvolti drammatici nella vita dei ragazzi. La campagna inviterà a riflettere sul peso delle parole, sul loro valore e sulla loro potenza, nonché sulle responsabilità degli adulti di riferimento nella vita degli adolescenti.
Oltre a Roma, il tour realizzato da Unieuro e Polizia di Stato, farà tappa a Milano al Teatro della Luna ed in altre città sul territorio nazionale, all’interno di teatri o scuole.
Grazie anche alle campagne di sensibilizzazione, nelle scuole sono aumentate in maniera esponenziale le segnalazioni e le denunce da parte dei minori nei confronti di coetanei per soprusi subìti. Alcuni numeri: oltre 290 i casi di cyberbullismo denunciati alla Polizia Postale nei primi dieci mesi del 2018; 69 minorenni segnalati all’Autorità Giudiziaria per aver diffuso immagini pedopornografiche; 37 i minori per sextortion; 164 per aver vessato, diffamato e molestato coetanei attraverso i nuovi media.
Per garantire la migliore visibilità al progetto, nei punti vendita dell’insegna è stato proiettato in streaming l’evento di Roma, così da permettere ai clienti e a tutto il pubblico interessato di vedere in tempo reale il docufilm e assistere alle testimonianze in sala.
Oggi il cyberbullismo è una minaccia costante che interessa maggiormente i giovani, ESET Italia da sempre schierata dalla parte dei genitori ha preparato una serie di consigli e di suggerimenti per poter comprendere situazioni di disagio da parte dei ragazzi e per poter intervenire nel migliore dei modi.
I genitori dovrebbero porre attenzione ai seguenti segnali:
- Vostro figlio è spesso arrabbiato, vi risponde male o è troppo pensieroso
- Ha iniziato a dialogare di meno con voi e alle vostre domande risponde sempre più frequentemente in modo vago.
- Si è ammalato più spesso durante l’anno e denuncia spesso mal di testa o dolori all’addome
Presenta disturbi nel sonno mai avuti prima - Significativo peggioramento del rendimento scolastico e maggiore reticenza a frequentare la scuola.
Aumento del tempo trascorso online soprattutto nelle ore notturne. - Smartphone acceso anche di notte e ricezione di messaggi in orari non consoni.
- Vi nega la possibilità di controllare le sue attività online o l’utilizzo dei social a cui è iscritto
- Presi singolarmente questi comportamenti non dovrebbero allarmarvi più del dovuto, ma qualora vostro figlio ne presentasse diversi vi consigliamo di proseguire nella lettura.
Per aiutare i propri figli i genitori potranno:
- Stimolare la conversazione cercando di comprendere le cause dello stato di disagio
- Richiedere un incontro con gli insegnanti esponendogli i propri timori e capire se hanno notato dei comportamenti anomali
- Cambiare le abitudini di accesso alla rete, regolando gli orari di accesso e l’utilizzo dello smartphone soprattutto evitando le ore notturne.
- Adottare un sistema di parental control, che permetta al ragazzo di interagire con il genitore, spiegandogli che non si sta limitando la sua libertà online, ma che si cerca di proteggerlo.
In caso di cyberbullismo:
- Nel caso sia un compagno di classe, contattare gli insegnanti e i genitori dell’altro ragazzo per stabilire una strategia di intervento
- In tutti gli altri casi informare immediatamente le autorità competenti.
Ci piace ricordare che in tutti i casi un rapporto tra genitori e figli fondato su un sano e aperto dialogo è sempre la base da cui partire per risolvere qualsiasi problema di bullismo che sia online o meno.




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