Il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti (DOJ) ha reso pubbliche le accuse contro due presunti hacker iraniani, accusati di essere i responsabili dei famigerati attacchi del SamSam ransomware.
Sono sei i capi di accusa a carico di Faramarz Shahi Savandi, 34 anni, e di Mohammad Mehdi Shah Mansouri, 27 anni, entrambi cittadini iraniani che sono ritenuti responsabili di uno schema di hacking ed estorsione digitale che ha colpito oltre 200 organizzazioni, inclusi ospedali e agenzie governative negli Stati Uniti e in Canada per quasi tre anni.
Secondo il documento del tribunale, il DOJ stima che i presunti hacker abbiano estorto circa 6 milioni di dollari in pagamenti di riscatto, causando allo stesso tempo oltre 30 milioni di dollari di danni a seguito degli attacchi.
Alcuni dei casi più importanti hanno riguardato gli attacchi contro la città di Atlanta, la città di Newark, il porto di San Diego e il Kansas Heart Hospital.
“I capi di accusa contenuti nell’atto ormai pubblico, delineano uno schema internazionale di hacking ed estorsione telematica con base in Iran che si potrebbe definire il ricatto digitale del 21 ° secolo”, afferma in una dichiarazione ufficiale il procuratore generale aggiunto Brian A. Benczkowski. “Questi imputati avrebbero usato il ransomware per infettare le reti informatiche di comuni, ospedali e altre istituzioni pubbliche chiave, bloccando i proprietari dei computer e chiedendo loro pagamenti per milioni di dollari”.
Il dipartimento rivela che Savandi e Mansouri sono accusati di “un capo d’imputazione per frodi telematiche, uno per truffe e attività relative ai computer, due capi d’imputazione per danno intenzionale a computer protetti e infine altri due capi d’imputazione per danneggiamento intenzionale di sistemi protetti”.
Il magazine online The Verge ha riportato quanto affermato dal Procuratore degli Stati Uniti Craig Carpenito in una recente conferenza stampa riferendosi a Savandi e Mansouri, che secondo le autorità “hanno lavorato sodo per identificare gli obiettivi più vulnerabili” e che il loro obiettivo non sia solo economico, ma che oltretutto “stanno cercando danneggiare le nostre istituzioni e infrastrutture critiche. Stanno cercando di influenzare il nostro modo di vivere.”




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