A volte l’uso eccessivo della tecnologia può risultare fastidioso e fuori luogo come durante eventi e luoghi di aggregazione come ad esempio concerti, teatri o scuole.
La priorità di condividere sui social network ogni momento fa sì che alle volte si non si colga la vera essenza di ciò a cui si sta assistendo, pur di continuare a riprendere. Come nel caso dei concerti dove ormai gli artisti si trovano a esibirsi davanti a miriadi di lucine e non più a persone.
Per ovviare a questo comportamento reputato da molti eccessivo, diversi musicisti stanno adottando un nuovo mezzo piccolo, ma efficace, ai propri spettacoli. Si tratta di un sacchetto di neoprene studiato per contenere gli smartphone di ultima generazione, i quali una volta inseriti al suo interno e chiusi, non potranno essere utilizzati dal proprietario durante lo spettacolo, salvo intervento del personale addetto in aree espressamente dedicate. Si resterà comunque raggiungibili in quanto il dispositivo sarà in grado di ricevere avvisi e chiamate.
Naturalmente non tutti apprezzano la novità vedendosi sottratta la possibilità di poter catturare un momento da conservare e mantenere nel tempo, ma in realtà l’idea nasce proprio dal desiderio di tornare a godere del “qui e ora” dell’era pre-smartphone, necessità che sembra essere condivisa da molti, dato che dal suo esordio nel 2016 questo involucro viene spesso usato in maniera entusiata in scuole, ristoranti e feste private.
Un altro motivo che ha spinto il trentenne di Portland Graham Dugoni a creare Yondr è stato il problema della violazione della privacy, infatti se si prendono in considerazione i video condivisi su piattaforme come YouTube piuttosto che di messaggistica istantanea, si noterà come troppo spesso ignari partecipanti vengono immortalati e successivamente pubblicati nella Rete a loro insaputa.
La tecnologia, tra i tanti, ha il grande vantaggio di permetterci di rimanere in contatto fra noi in qualsiasi momento e in qualsiasi parte del mondo, dovrebbe però essere il nostro buon senso a farci capire quando è opportuno farne a meno.




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