• Home
  • Chi siamo
  • Il nostro sito web
Future Time Security blog
Menu
  • Home
  • Chi siamo
  • Il nostro sito web
Home  /  Sicurezza  /  La sicurezza delle smart home – possibilità o miraggio?

La sicurezza delle smart home – possibilità o miraggio?

Chi di noi non possiede già in casa una Smart TV, un interruttore della luce, una stazione meteo collegati a Internet o un giocattolo interattivo per i nostri figli? Per non parlare dei router domestici. La casa intelligente è ormai realtà e i dispositivi IoT sono entrati a far parte della vita quotidiana di molti utenti, rendendola più semplice e comoda. Ma quanto sono sicuri in termini di protezione della privacy? I ricercatori di ESET hanno testato undici dei dispositivi IoT più diffusi sul mercato (compreso un prodotto che non è stato incluso nel report finale per la scoperta di vulnerabilità importanti) con l’obiettivo di creare una smart home di base. Il punto di partenza è stato un assistente personale virtuale – ovvero Amazon Echo – un dispositivo che accetta comandi verbali e può controllare molte delle device acquistate; una smart home può effettivamente iniziare con un dispositivo come questo e quindi espandersi funzionalmente con altri dispositivi IoT.

Gli altri dispositivi analizzati dai ricercatori di ESET sono stati:

  • DLink DCH – G020 Connected Home, DLink DCH – S150 Monitor Sensor, DLink DCS – 935L Camera, DLink DCS – 2132L Camera
  • NETAMTO Weather Station
  • Nokia Health Body + Scale, Nokia Health Body cardio Scale
  • Sonos Play:1 Speaker
  • Woerlein Soundmaster Internet Radio IR4000SW
  • TP Link Smart Plug HS110

La questione privacy

La principale area di interesse è stata la costruzione di una casa intelligente che non compromettesse la privacy, considerato che i dispositivi di questo tipo raccolgono molti dati personali di base. I ricercatori di ESET hanno riscontrato che le aziende spesso utilizzano il termine “ma non limitato a” (but not limited to), il che significa che potrebbero raccogliere una maggiore quantità di dati rispetto a quelli richiesti dalla policy sulla privacy.

Ogni dispositivo testato ha suscitato alcuni problemi di privacy, ma sono stati senza dubbio gli assistenti vocali a sollevare le maggiori preoccupazioni, legate all’ eccesso di condivisione dei dati per scopi commerciali, ad una protezione insufficiente dei dati personali archiviati e la possibilità di intercettazione del traffico digitale da parte di criminali informatici o malintenzionati.

Il problema sicurezza però non si limita ad apparecchi di questo tipo come confermato, per esempio, alla fine del 2017 dalla vulnerabilità chiamata HomeHack, individuata nell’applicazione mobile e Cloud Lg SmartThinkQ che consente l’accesso da remoto a tutti gli apparati compatibili con la tecnologia sviluppata dall’azienda coreana e che ha portato milioni di utenti dei dispositivi smart home Lg SmartThinQ a essere esposti a rischio di controllo remoto non autorizzato dei propri elettrodomestici.

Nello specifico le vulnerabilità presenti nell’applicazione mobile e Cloud permettevano di accedere in modalità remota all’applicazione Cloud dando l’accesso in maniera legittima al profilo Lg dell’utente, ottenendo così il controllo dell’aspirapolvere e della videocamera in esso integrata. Accendendo quindi all’account, qualsiasi dispositivo ad esso associato potrebbe essere controllato dai criminali informatici, compreso il robot aspirapolvere, frigoriferi, forni, lavastoviglie, lavatrici, asciugatrici e condizionatori d’aria.

E proprio tornando alla privacy ricordiamo come questa vulnerabilità HomeHack avrebbe potuto consentire ai criminali di spiare le attività casalinghe degli utenti tramite la videocamera presente nel robot aspirapolvere Hom-Bot, che invia video live all’applicazione LG SmartThinQ, presente all’interno della funzionalità HomeGuard Security. In base agli elettrodomestici Lg presenti in casa, gli hacker avrebbero potuto anche accendere o spegnere lavastoviglie o lavatrice

Quindi è davvero possibile creare una smart home sicura?

Utilizzando giudizio e cautela, si può iniziare a costruire una casa intelligente di base. A questo proposito i ricercatori di ESET consigliano di effettuare alcune verifiche prima di procedere con qualsiasi acquisto in ottica smart home:

  1. La verifica di potenziali vulnerabilità prima dell’acquisto dovrebbe essere un requisito obbligatorio prima di prendere una decisione. Una semplice ricerca (nome device + vulnerabilità note) darà un’indicazione se ci sono problemi noti.
  2. Controllare se il produttore aggiorna il firmware del dispositivo o se lo notifica all’utente tramite un’app o un’email. Controllare il sito Web del fornitore o cercare su Google le informazioni.
  3. Leggere attentamente l’informativa sulla privacy. Capire quali dati sono raccolti, archiviati o condivisi aiuterà a decidere se il dispositivo sarà parte della rete generale o se dovrà essere isolato. E se nessuno di questi è ritenuto sicuro, ovviamente non acquistare.
  4. Prestare attenzione quando si condividono dati sui social network o con i sistemi di un fornitore. Condividere la posizione, il dispositivo e il modello di utilizzo può dare ai criminali informatici abbastanza dati per truffare l’utente o iniziare un attacco mirato.
  5. Gli assistenti personali intelligenti controllati dalla voce sono convenienti ma sono anche… onniscienti! È buona norma, quindi ponderare le informazioni trasferite al proprio assistente e a quelle che si chiede di raccogliere per proprio conto.
  6. Installando delle soluzioni di sicurezza affidabili e dedicate e controllando l’accesso al router e le sue vulnerabilità con dei software specializzati.

Per accedere al white paper di ESET IoT and privacy by design in the Smart Home è possibile visitare il seguente link:

https://blog.futuretime.eu//www.welivesecurity.com/wp-content/uploads/2018/02/ESET_MWC2018_IoT_SmartHome.pdf

Condividi su
Condividi su Facebook
Condividi su Twitter
 Articolo precedente Microsoft risolve oltre 50 vulnerabilità critiche – ESET già compatibile con le ultime patch
Articolo successivo   Reati dei minori online: chi si assume la responsabilità?

Articoli Simili

  • True CDR: la prossima generazione di strumenti per la prevenzione dei malware

    Dicembre 30, 2020
  • Tecnologia Odix

    Dicembre 28, 2020
  • Le estensioni di terze parti per Facebook, Instagram e altri hanno infettato milioni di profili

    Dicembre 23, 2020

1 Commento

  1. Pingback: 5 regole per la smart home sicura secondo ESET - TechDifferent

Lascia un commento Annulla risposta

Cerca

Social Media

  • Connect on LinkedIn

Articoli Recenti

  • True CDR: la prossima generazione di strumenti per la prevenzione dei malware Dicembre 30, 2020
  • Tecnologia Odix Dicembre 28, 2020
  • Le estensioni di terze parti per Facebook, Instagram e altri hanno infettato milioni di profili Dicembre 23, 2020
  • Il tuo software sandbox è stato violato? Dicembre 22, 2020

Commenti recenti

  • Avast: fake Malwarebytes utilizzato per distribuire CoinMiner - LineaEDP su Falsi file di installazione di Malwarebytes che distribuiscono coinminer
  • Avast: fake Malwarebytes utilizzato per distribuire CoinMiner su Falsi file di installazione di Malwarebytes che distribuiscono coinminer
  • Scoperte su Google Play Store 47 app malevole scaricate 15 milioni di volte – Secondamano l'originale su Avast scopre 47 app malevole su Google Play Store, scaricate 15 milioni di volte
  • Lara su Quando l’amore diventa un incubo: le truffe su siti di dating online
  • Cyber warfare: tecniche, obiettivi e strategie dietro gli attacchi “state-sponsored” | Agenda Digitale su BackSwap l’innovativo Trojan bancario che introduce nuove tecniche per svuotare i conti delle vittime

Archivi

Categorie

  • Comunicazioni
  • Malware
  • Senza categoria
  • Sicurezza
  • Sicurezza Informatica
  • Suggerimenti tecnici
  • True CDR: la prossima generazione di strumenti per la prevenzione dei malware

  • Tecnologia Odix

  • Le estensioni di terze parti per Facebook, Instagram e altri hanno infettato milioni di profili

  • Il tuo software sandbox è stato violato?

  • Riprendere la propria privacy da Instagram

© 2001 - 2020 - Tutti i diritti riservati. I marchi usati nel sito sono registrati da Future Time S.r.l. Tutti gli altri nomi e marchi sono registrati dalle rispettive aziende. Future Time S.r.l. © 2001-2020. P.IVA 06677001007
Questo sito usa i cookie, anche di terze parti, per offrirti una navigazione in linea con le tue preferenze. Per maggiori informazioni puoi accedere alla nostra cookie policy, dove potrai negare il consenso ai cookie, seguendo l'apposito link. Se continui la navigazione sul sito acconsenti all'uso dei cookie.
Ok, accetto Cookie policy
Privacy & Cookies Policy

Privacy Overview

This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
Necessario
Sempre attivato

Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. This category only includes cookies that ensures basic functionalities and security features of the website. These cookies do not store any personal information.

Non necessario

Any cookies that may not be particularly necessary for the website to function and is used specifically to collect user personal data via analytics, ads, other embedded contents are termed as non-necessary cookies. It is mandatory to procure user consent prior to running these cookies on your website.