Sembra scontato, ma per sconfiggere il fenomeno del cyberbullismo si deve partire dalle scuole. Proprio in quest’ottica è nato il nuovo progetto promosso dal movimento italiano dei genitori, il Moige, e la Polizia di Stato intitolato ‘Giovani ambasciatori contro il cyberbullismo per un web sicuro…in tour…’. Questo programma alla sua seconda edizione, vedrà protagonisti 50mila ragazzi di 18 regioni e più di 100mila tra genitori e insegnanti.
Partita proprio in occasione del Safer Internet Day, il giorno dedicato alla sicurezza su Internet, la campagna di sensibilizzazione prevede la presenza di un’unità mobile donata da Enel Cuore onlus attiva già in questi giorni a S. Maria a Vico, il numero verde dedicato 800937070, uno destinato a ricevere sms (3933009090) e una rete di 500 ragazzi che avranno il ruolo di ambasciatori nelle scuole superiori di tutta Italia.
In particolare l’unità mobile si occuperà di raggiungere tutti i Comuni che richiederanno l’intervento di uno staff specialistico composto da psicologi e psicoterapeuti della squadra anti bullismo creata ad hoc proprio dal movimento dei genitori.
“Internet e la rete – ha sottolineato Roberto Sgalla, direttore centrale per la Polizia Stradale, Ferroviaria, delle Comunicazioni durante la presentazione della campagna – offrono indubbie opportunità di crescita, ma pongono gli adolescenti di fronte a rischi spesso sottovalutati. Compito degli adulti, e in particolare di istituzioni, associazioni e aziende è quello di non lasciare soli i ragazzi, ma aiutarli a muoversi nel mondo virtuale”.
Sempre durante il lancio del programma, Maria Rita Munizzi presidente nazionale Moige, ha voluto evidenziare che “Come genitori dobbiamo tutelare i nostri figli nella vita online e offline, è un atto di responsabilità collettiva che deve essere supportata anche dagli operatori economici e dalle istituzioni centrali e territoriali”.
“Dobbiamo aiutare i giovani ad avere forte personalità – ha infine concluso Roberto Pella, vice presidente vicario Anci -. C’è un grande bisogno di punti di riferimento: questo progetto mi piace perché coinvolge diversi livelli. Noi vorremmo investire molto sulla lotta al cyberbullismo perché non basta proteggere i nostri figli sulle strade ma anche nella rete”
ESET Italia da sempre sensibile alla difesa online dei ragazzi e attiva sul campo con il proprio progetto “Io Navigo Sicuro – Lezioni di Cyber Security” che ha coinvolto oltre 1500 alunni delle scuole romane e i loro genitori nel 2017, ha preparato una serie di consigli e di suggerimenti per poter comprendere situazioni di disagio da parte dei ragazzi e per poter intervenire nel migliore dei modi.
I genitori dovrebbero porre attenzione ai seguenti segnali:
- Vostro figlio è spesso arrabbiato, vi risponde male o è troppo pensieroso.
- Ha iniziato a dialogare di meno con voi e alle vostre domande risponde sempre più frequentemente in modo vago.
- Si è ammalato più spesso durante l’anno e denuncia spesso mal di testa o dolori all’addome.
- Presenta disturbi nel sonno mai avuti prima.
- Significativo peggioramento del rendimento scolastico e maggiore reticenza a frequentare la scuola.
- Aumento del tempo trascorso online soprattutto nelle ore notturne.
- Smartphone acceso anche di notte e ricezione di messaggi in orari non consoni.
- Vi nega la possibilità di controllare le sue attività online o l’utilizzo dei social a cui è iscritto.
- Presi singolarmente questi comportamenti non dovrebbero allarmarvi più del dovuto, ma qualora vostro figlio ne presentasse diversi vi consigliamo di proseguire nella lettura.
Per aiutare i propri figli i genitori potranno:
- Stimolare la conversazione cercando di comprendere le cause dello stato di disagio.
- Richiedere un incontro con gli insegnanti esponendogli i propri timori e capire se hanno notato dei comportamenti anomali.
- Cambiare le abitudini di accesso alla rete, regolando gli orari di accesso e l’utilizzo dello smartphone soprattutto evitando le ore notturne.
- Adottare un sistema di parental control, che permetta al ragazzo di interagire con il genitore, spiegandogli che non si sta limitando la sua libertà online, ma che si cerca di proteggerlo.
In caso di cyberbullismo:
- Nel caso sia un compagno di classe, contattare gli insegnanti e i genitori dell’altro ragazzo per stabilire una strategia di intervento.
- In tutti gli altri casi informare immediatamente le autorità competenti.
- Ci piace ricordare che in tutti i casi un rapporto tra genitori e figli fondato su un sano e aperto dialogo è sempre la base da cui partire per risolvere qualsiasi problema di bullismo che sia online o meno.




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