• Home
  • Chi siamo
  • Il nostro sito web
Future Time Security blog
Menu
  • Home
  • Chi siamo
  • Il nostro sito web
Home  /  Sicurezza  /  Spectre e Meltdown le due vulnerabilità che fanno tremare Intel e gli altri produttori di CPU

Spectre e Meltdown le due vulnerabilità che fanno tremare Intel e gli altri produttori di CPU

Spectre e Meltdown sono due vulnerabilità dei moderni processori causate da tecniche di ottimizzazione originariamente pensate per aumentarne le performance. Queste tecniche consentono ai processori di gestire meglio la velocità di esecuzione delle operazioni, occupando i tempi di inattività per preparare ulteriori risultati che potrebbero poi tornare utili in seguito. Se questi risultati vengono utilizzati il processore ha risparmiato tempo, se invece non vengono utilizzati possono essere scartati. Tuttavia i ricercatori hanno dimostrato che vi sono casi in cui questi risultati non vengono scartati adeguatamente, e un hacker sarebbe in grado di accedere a dati in teoria inaccessibili.

La vulnerabilità Meltdown (avaria o collasso,) interesserebbe in particolare Intel e sarebbe stata individuata da tre team di ricercatori indipendenti, tra cui l’azienda tedesca di sicurezza informatica Cerberus, il Politecnico di Graz in Austria e il Project Zero di Google, il gruppo di Mountain View dedicato alla sicurezza. Spectre, invece colpirebbe oltre a Intel anche Arm e Amd, si presenterebbe in due distinte varianti ed è stata resa nota sempre dagli esperti di Google. I produttori hardware sono stati informati delle falle già alcuni mesi fa e alla stregua degli sviluppatori dei sistemi operativi stanno cercando una soluzione per evitarne le conseguenze, ricordiamo che proprio la Microsoft ha già rilasciato una patch in grado di arginare eventuali tentativi di sfruttare le due vulnerabilità.

Il dibattito sulle possibili conseguenze legate a queste vulnerabilità è molto accesso, ma in generale gli esperti di sicurezza sono concordi nell’affermare che questa condizione potrebbe permettere ai criminali informatici addirittura di accedere a dati privati, tra i quali password, dati bancari e informazioni codificate e classificate gestite dai computer vulnerabili. Le maggiori preoccupazioni sono legate ai servizi in Cloud e alle infrastrutture critiche che se rallentate in maniera drastica potrebbero collassare.

Intel naturalmente ha cercato di minimizzare la situazione, pur ammettendo una vulnerabilità, definendo i rischi effettivi molto bassi. In un comunicato ufficiale, il più noto produttore di CPU ha inoltre sottolineato che tale problematica non è esclusiva dei suoi microchip ma che riguarderebbe anche quelli dei suoi competitor, a confermare tale ipotesi proprio Apple in queste ore ha comunicato il rilascio di un aggiornamento per i suoi prodotti.

Il colosso americano ha voluto precisare che le notizie che parlano di “bug” o di una “falla” nei suoi prodotti non sono assolutamente corrette. “Sulla base delle analisi al momento molti tipi di apparati – con differenti marche di processori e sistemi operativi – sono suscettibili a questi fatti” si riporta nel comunicato. “Intel ritiene – continua – che questi fatti non abbiano la potenzialità di corrompere, modificare o cancellare i dati”.
L’azienda ha anche ufficialmente confermato una collaborazione con Amd, Arm, e con i produttori di sistemi operativi per “sviluppare un approccio valido per tutta l’industria in modo da risolvere il problema rapidamente e costruttivamente”.

Come affermato dagli autori dei documenti che descrivono le vulnerabilità, ci sono modi teorici in cui gli antivirus potrebbero rilevare il problema. Tuttavia, l’individuazione avrebbe un impatto estremamente negativo sulle prestazioni del dispositivo e influenzerebbe in modo significativo l’esperienza dell’utente, risultando un approccio meno efficace della prevenzione. Gli esperti di ESET raccomandano pertanto di tenere traccia di tutte le patch relative ai loro sistemi e di applicarle il prima possibile.

Per maggiori informazioni sulla protezione offerta da ESET contro i malware che potrebbero sfruttare tale vulnerabilità è possibile consultare il seguente articolo della nostra Knowledgebase:

ESET può bloccare i futuri malware che sfrutteranno le vulnerabilità Spectre e Meltdown

Condividi su
Condividi su Facebook
Condividi su Twitter
 Articolo precedente Allarme “Selfite”
Articolo successivo   Auto cyberbullismo: quando la vittima è anche carnefice

Articoli Simili

  • True CDR: la prossima generazione di strumenti per la prevenzione dei malware

    Dicembre 30, 2020
  • Tecnologia Odix

    Dicembre 28, 2020
  • Le estensioni di terze parti per Facebook, Instagram e altri hanno infettato milioni di profili

    Dicembre 23, 2020

2 Comments

  1. Pingback: Vulnerabilità Spectre e Meltdown – il consiglio degli esperti di ESET
  2. Pingback: Vulnerabilità Spectre e Meltdown – il consiglio degli esperti di ESET – Batista70

Lascia un commento Annulla risposta

Cerca

Social Media

  • Connect on LinkedIn

Articoli Recenti

  • True CDR: la prossima generazione di strumenti per la prevenzione dei malware Dicembre 30, 2020
  • Tecnologia Odix Dicembre 28, 2020
  • Le estensioni di terze parti per Facebook, Instagram e altri hanno infettato milioni di profili Dicembre 23, 2020
  • Il tuo software sandbox è stato violato? Dicembre 22, 2020

Commenti recenti

  • Avast: fake Malwarebytes utilizzato per distribuire CoinMiner - LineaEDP su Falsi file di installazione di Malwarebytes che distribuiscono coinminer
  • Avast: fake Malwarebytes utilizzato per distribuire CoinMiner su Falsi file di installazione di Malwarebytes che distribuiscono coinminer
  • Scoperte su Google Play Store 47 app malevole scaricate 15 milioni di volte – Secondamano l'originale su Avast scopre 47 app malevole su Google Play Store, scaricate 15 milioni di volte
  • Lara su Quando l’amore diventa un incubo: le truffe su siti di dating online
  • Cyber warfare: tecniche, obiettivi e strategie dietro gli attacchi “state-sponsored” | Agenda Digitale su BackSwap l’innovativo Trojan bancario che introduce nuove tecniche per svuotare i conti delle vittime

Archivi

Categorie

  • Comunicazioni
  • Malware
  • Senza categoria
  • Sicurezza
  • Sicurezza Informatica
  • Suggerimenti tecnici
  • True CDR: la prossima generazione di strumenti per la prevenzione dei malware

  • Tecnologia Odix

  • Le estensioni di terze parti per Facebook, Instagram e altri hanno infettato milioni di profili

  • Il tuo software sandbox è stato violato?

  • Riprendere la propria privacy da Instagram

© 2001 - 2020 - Tutti i diritti riservati. I marchi usati nel sito sono registrati da Future Time S.r.l. Tutti gli altri nomi e marchi sono registrati dalle rispettive aziende. Future Time S.r.l. © 2001-2020. P.IVA 06677001007
Questo sito usa i cookie, anche di terze parti, per offrirti una navigazione in linea con le tue preferenze. Per maggiori informazioni puoi accedere alla nostra cookie policy, dove potrai negare il consenso ai cookie, seguendo l'apposito link. Se continui la navigazione sul sito acconsenti all'uso dei cookie.
Ok, accetto Cookie policy
Privacy & Cookies Policy

Privacy Overview

This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
Necessario
Sempre attivato

Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. This category only includes cookies that ensures basic functionalities and security features of the website. These cookies do not store any personal information.

Non necessario

Any cookies that may not be particularly necessary for the website to function and is used specifically to collect user personal data via analytics, ads, other embedded contents are termed as non-necessary cookies. It is mandatory to procure user consent prior to running these cookies on your website.