Gli Stati Uniti sono uno dei paesi più connessi a Internet con oltre l’80 % della popolazione attiva sulla rete, purtroppo però i cittadini americani non sembrano essere molto preparati sulla sicurezza informatica e se da una parte conoscono il significato di password efficaci e attacchi di phishing, dall’altra non hanno la minima idea di cosa si intenda per sistemi di autenticazione più sicuri, come quelli a due fattori, o anche dell’esistenza di reti botnet formate da PC “zombie”.
A rivelare la scarsa conoscenza dei temi legati alla sicurezza informatica tra i navigatori online statunitensi è il Pew Research Center, che ha sottoposto circa mille utenti a un quiz di livello medio alto dove le risposte fornite hanno evidenziato una certa superficialità su determinati concetti e termini della sicurezza Web. Mediamente gli intervistati hanno risposto correttamente a 5 domande su 13, un quinto solamente è riuscito a rispondere a più di 8 quesiti e appena l’1% ha completato il quiz senza errori. Dai risultati è emerso che a contribuire maggiormente al successo nel questionario è il grado di istruzione dei partecipanti più che la loro età. Molto spesso gli intervistati hanno affermato di non essere sicuri della risposta esatta, per esempio uno su cinque non è riuscito a capire cosa si intenda per password più sicura, se una rete Wi-Fi pubblica sia potenzialmente a rischio o cosa sia esattamente un’autenticazione a due fattori.
La maggior parte delle persone ha risposto correttamente ad almeno due domande, il 75% è riuscito a individuare la password più efficace in un elenco di quattro e il 73% è consapevole che una Wi-Fi accessibile pubblicamente è rischiosa per le attività online riservate come ad esempio le transazioni bancarie o i pagamenti online. Più o meno il 50% degli intervistati ha fornito le soluzioni corrette a molti altri quesiti, per esempio il 54% sa che il “phishing” è una tecnica utilizzata dai criminali per ingannare gli utenti e sottrargli informazioni riservate, sorprendentemente circa il 52% è consapevole che anche spegnendo il segnale GPS il proprio dispositivo potrà essere geo-localizzato attraverso le reti cellulari e quelle Wi-Fi.
Maggiore incertezza invece c’è stata riguardo la crittografia dei servizi di posta elettronica e dei siti Web per cui solo il 46% degli intervistati è consapevole che il traffico email non viene codificato in automatico e prendendo in considerazione tematiche più specifiche, i risultati del quiz hanno evidenziato preoccupanti lacune. Di tutti gli intervistati solo il 39% sa che gli Internet Service Provider possono accedere alle informazioni sui siti visitati anche in modalità “privata” dagli utenti durante la loro navigazione e soltanto un misero 16% conosce cosa sia una “botnet”, ovvero una rete di computer “zombie” usata dai criminali per rubare dati e sferrare attacchi proprio come confermano gli ultimi fatti di cronaca relativi alla famosa Mirai. Addirittura anche utilizzando un sistema di autenticazione a due fattori quotidianamente per accedere ai propri social network o per connettersi alla propria banca, solo il 10% degli intervistati è riuscito a identificarne la definizione corretta nella domanda con risposta a scelta multipla.
ESET Italia pur confidando in una maggiore preparazione sulla sicurezza informatica dei propri utenti, invita tutti a una maggiore sensibilizzazione in merito così da rendere sempre più complicata la vita dei cyber criminali che troppo spesso sfruttano l’ingenuità degli internauti per i lori scopi illegali.




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