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Truffe on line: le paure degli Italiani

Secondo un’indagine condotta dall’agenzia di comunicazione Found! su circa 2500 uomini e donne di età compresa tra i 18 e i 65 anni, gli italiani avrebbero sempre meno fiducia nella rete a causa del continuo bombardamento di truffe on line. Frodi diversificate fra loro come buoni sconto di famosi brand o attivazione con pochi passaggi di servizi a pagamento. La ricerca è stata realizzata attraverso il metodo WOA (web opinion analysis) ossia il costante monitoraggio di social network, blog e forum.

Il 42% degli intervistati denuncia la ricezione quotidiana, negli orari più disparati della giornata, di messaggi dalla dubbia veridicità che rimandano a siti poco affidabili, il 38% ogni settimana e solamente l’8% dichiara di riceverne pochi al mese. Le mail che maggiormente traggono in inganno sono quelle che annunciano vincite di premi sensazionali (denunciate dal 45% delle persone intervistate), la falsa beneficenza (36%) e offerte di prove gratuite (31%).

Il dato più interessante che emerge è la crescente sfiducia nei confronti di internet. Un italiano su due (46%) infatti è scettico sui contenuti che trova online e teme di cadere vittima di un raggiro.

Come però dichiara il sociologo fondatore di Found! Saro Trovato “È un peccato, perché la Rete crea anche delle enormi opportunità” “Così si rischia di compromettere l’efficacia del mezzo, che invece ha un grandissimo potenziale. Anche se occorre essere vigili e guardare sempre bene ciò che si sta cliccando”.

Le frodi più temute dagli italiani sono il phishing (68%), fenomeno che si propaga via email tramite l’invio di messaggi che ripropongono la grafica di istituti bancari, compagnie telefoniche o assicurazioni, in cui viene richiesto l’inserimento di dati riservati che verranno successivamente utilizzati dai cyber criminali.
Al secondo posto si posizionano malware e spyware (65%) che possono compromettere il normale funzionamento del PC o inviare le informazioni presenti sullo stesso a soggetti esterni concedendone quindi il controllo.
Al terzo posto si classifica lo spam (57%), la pubblicità indesiderata che può causare l’intasamento della casella di posta.

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