L’uso improprio della tecnologia e dei social network è un dato in costante crescita ed espansione. L’ultimo preoccupante fenomeno diffuso fra i giovanissimi è l’hate speech ovvero lo scambio di foto di una persona su un gruppo di messaggistica istantanea o su una piattaforma social da bersagliare con insulti di ogni genere. Quello che viene visto come gioco è in realtà una vera e propria discriminazione che può facilmente sfociare in reato.
Come anche riportato nella pagina Facebook dalla polizia postale “Una vita da Social”, l’hate speech è purtroppo solo l’ultima di tante mode volte ad un divertimento cinico e crudele “sintomatico di una generazione impreparata alla vita e alla conoscenza”.
“I nostri ragazzi – si legge nel post – hanno a disposizione questi strumenti ma spesso non ne conoscono la portata e su tutto quello che pubblichiamo sul web non abbiamo più il controllo. Anche per questo noi puntiamo sulla corretta informazione perchè è sulla prevenzione che si può e si deve intervenire; la tecnologia affila le sue armi a una velocità impressionante e stanno prendendo sempre più piede le applicazioni che permettono la diretta… aprendo nuovi scenari”.
Le manifestazioni del cyberbullismo sono innumerevoli, sempre in evoluzione, e troppo spesso le istituzioni e gli educatori non hanno i mezzi o le conoscenze per prevenirle o arginarle. In una società che si evolve in tempi sempre più frenetici sarebbe opportuno prendersi il tempo necessario per formare adeguatamente le future generazioni.




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