Grazie a un’intesa tra il parlamentare europeo Jan Philipp Albrecht e Max Schrems, studente austriaco da sempre vero e proprio attivista per la privacy, è partito il ricorso che ha portato nel 2015 la Corte di Giustizia europea a invalidare l’attuale Safe Harbor ovvero l’accordo tra Unione Europa e Stati Uniti che consente alle imprese americane di conservare i dati personali degli utenti europei sia nella Ue che negli Usa.
Al Suo posto arriva il Privacy Shield – lo scudo – un accordo politico che si basa sulla “garanzia da parte degli americani che i dati degli europei non verranno sottoposti a sorveglianza indiscriminata”. Le aziende che volessero trasferire i dati, dovranno rendere pubblico il loro impegno a rispettare la privacy. Si passerebbe così dalle autocertificazioni del Safe Harbor agli “impegni vincolanti” del Privacy Shield, che dovrà essere ridiscusso all’europarlamento e sottoposto a una revisione annuale, sia da parte della Commissione Europea sia da parte del Dipartimento del Commercio statunitense.
Il garante della pivacy EU ha nominato l’europarlamentare Jan Philipp Albrecht rapporteur della “data protection regulation” conosciuta anche come il nuovo regolamento per la privacy d’Europa, che entrerà in vigore nel 2018.
I nostri dati personali sono sempre in pericolo e soggetti ad attacchi di hacker, ma presto questa condizione migliorerà notevolmente grazie alla sorveglianza dello scudo.
Andrus Ansip, vicepresidente della Commissione per il mercato unico digitale ha spiegato che “i flussi di dati tra i due continenti sono essenziali per le nostre società e le nostre economie e ora abbiamo un accordo robusto che fa si che questi scambi avvengano nelle migliori condizioni possibili”. “Il patto rigenererà la fiducia dei consumatori una volta che i loro dati salperanno oltre l’Atlantico”, ha aggiunto il Commissario per la Giustizia, Věra Jourová.




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