È una delle cose più fastidiose che si possa sperimentare su Facebook.
Imbattersi nel profilo di un altro utente che sembra aver rubato i dettagli della vostra vita e che addirittura si “spaccia” per voi.
Usano una delle vostre foto come immagine del profilo, hanno rubato il vostro nome, il vostro posto di lavoro e il luogo in cui vivete. Forse sono anche riusciti a connettersi con alcuni dei vostri amici.
Le ragioni che li spingono a impersonare qualcun altro possono essere complesse – potrebbero avere intenti molesti che li portano a voler ottenere informazioni personali dai vostri amici online, o il desiderio di infangare la vostra reputazione inviando messaggi a vostro nome, che sembreranno veritieri e che potrebbero rivelarsi potenzialmente dannosi per la vostra carriera, i vostri rapporti di amicizia e la vita familiare.
Qualunque sia la ragione, è il tipo di situazione in cui nessuno vorrebbe ritrovarsi.
Eppure, a giudicare dai messaggi di posta elettronica che abbiamo ricevuto in passato da parte degli utenti di Facebook vittime di queste azioni, non è così raro incappare in queste losche figure.
Prendiamo, per esempio, il caso di Kantavadee Nisanpayu, un trentatreenne funzionario dell’amministrazione pubblica thailandese. Come Nisanpayu ha raccontato ai media locali lo scorso anno, ha avuto l’esperienza terribile di un estraneo che ha creato un profilo falso usando il suo nome e ha iniziato a pubblicare messaggi contenenti il suo numero di telefono, sostenendo di essere una prostituta in cerca di nuovi clienti.
Fortunatamente, Facebook sembra si sia accorta del problema.
In un’intervista su Mashable, il responsabile globale della sicurezza di Facebook, Antigone Davis, afferma come il social network stia iniziando a segnalare la presenza di pericolosi account clonati il cui intento è impersonare altri innocenti utenti registrati sul loro servizio:
“Abbiamo avuto ricevuto diversi feedback da parte di molte associazioni, sopratutto da quelle che si occupano dei diritti delle donne. Abbiamo scoperto che questo problema tocca molto da vicino le persone e soprattutto le donne per le quali in particolari regioni del mondo può rappresentare estremamente pericoloso, a causa delle implicazioni culturali o sociali che potrebbero essere innescate da falsi messaggi”.
Mashable spiega che è stato implementato un nuovo strumento che avvisa la squadra di sicurezza di Facebook quando account diversi utilizzano stessi nomi e fotografie, inviando un allarme sul furto di queste informazioni:
“Quando Facebook rileva che un utente ne stia impersonando un altro, invierà una notifica di allarme al profilo interessato. Verrà quindi richiesto di identificare il profilo in questione e se questo stia utilizzando impropriamente i dati personali dell’account originale, oppure se semplicemente appartiene a qualcun altro che non sta tentando alcuna azione illecita.”
Gli account segnalati saranno poi riesaminati manualmente dal personale di Facebook. Si suppone che Facebook sia in grado di determinare quale profilo sia quello originale e quale quello clonato, esaminandone, per esempio, la data di creazione come altre informazioni.
Questo strumento di sicurezza, che il social network ha iniziato a sviluppare già dallo scorso novembre, è ora attivo sul 75% della rete globale di Facebook.
Secondo noi, tutto ciò che rende più facile per le vittime segnalare un abuso su Facebook è da reputarsi una buona cosa – e speriamo che il social network investa sempre di più nella ricerca degli account offensivi e pericolosi, così da ridurre al minimo i rischi per i propri utenti.




Lascia un commento