E’ il dibattito del momento che sta puntando su di se i riflettori e ci costringe a riflettere su cosa sia giusto e cosa sia sbagliato, fin dove sia il caso di spingerci in nome della verità.
Il caso nasce dopo le indagini post uccisione di Syed Farook, autore della strage di San Bernardino avvenuta lo scorso 02 Dicembre, quando gli inquirenti del Federal Bureau of Investigation sono entrati in possesso del dispositivo mobile
del terrorista.
Non conoscendo i codici di accesso e non riuscendo a forzarlo, gli inquirenti richiedono un intervento risolutivo da parte del colosso americano, produttore del device oggetto della disputa.
Le dichiarazioni degli ingegneri Apple però, non lasciano adito a nessuna speranza sulla possibilità di ripristinare l’accesso ai dati contenuti nell’iPhone in questione, in quanto dal varo del sistema operativo iOS8 risalente al settembre 2014, non vi è tecnicamente la possibilità di conoscere il contenuto dei dispositivi venduti se non creando un apposito software senza funzioni di sicurezza.
Naturalmente una tale versione di iOS sarebbe allettante per qualsiasi organizzazione criminale, che sottoporrebbe la Apple a costanti attacchi, senza pensare al danno in termini di violazione della privacy in cui si incorrerebbe qualora il software venisse sottratto al legittimo proprietario.
Di certo mai come in questo periodo storico abbiamo la necessità di difenderci dalle minacce esterne, sia che queste provengano dalla realtà quotidiana che da quella virtuale.
La tecnologia è sempre al nostro fianco, e sempre un passo avanti, per garantirci una maggiore serenità, aiutandoci a proteggere il nostro mondo attraverso sistemi sempre più avanzati.
Dai PIN al riconoscimento della propria impronta digitale per quanto riguarda i dispositivi mobile, dal codice di accesso alla OTP (sistema di riconoscimento a due fattori) per le operazioni bancarie, all’indicazione di password più o meno deboli per la protezione delle caselle di posta elettronica.
In un mondo che avanza così velocemente, mettere al sicuro i propri dati da intrusioni di qualsiasi natura non è più una scelta, ma una necessità.




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