Quattro ricercatori del MIT (Massachusetts Institute of Technology) hanno ideato un nuovo sistema per comunicare su Internet in modo completamente anonimo, in alternativa ai noti Tor, I2P e Hornet. Lo hanno chiamato Vuvuzela, dal nome delle trombette usate dai tifosi allo stadio durante le partite dei mondiali di calcio del 2010 in Sudafrica.
Infatti esso tenta di proteggere le poche informazioni spiabili intasando la rete di “rumore”, cioè di comunicazioni fittizie che si mischiano a quelle reali. Al contrario del sistema Tor, che agisce costruendo un circuito virtuale crittografato a strati, l’idea del sistema Vuvuzela è ricorrere meno alla cifratura e generare traffico dati dummy (senza dati reali) che impedisce di tracciare nodi e percorsi, un meccanismo a detta degli ideatori perfettamente blindato.
Per la rete Tor, infatti, sono stati creati dei sistemi di analisi che permettono in molti casi di identificare i server nascosti; con Vuvuzela c’è un costante scambio di messaggi tra i server che rende impossibile a chiunque identificare l’autore originario del traffico monitorato. Non solo è impossibile risalire all’origine di un messaggio, a rendere l’analisi ulteriormente complessa contribuiscono anche meccanismi di scambio dati casuali e cifrature.
Non resta che aspettare le contromosse del Grande Fratello (NSA e altre agenzie di sicurezza nazionale): ci saranno di sicuro e altrettanto certamente non verranno pubblicizzate.




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